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L’ambientamento nell’asilo nido

Per esigenze lavorative mamme e papà decidono di portare il loro figlio al nido, più che una scelta, questa decisione viene percepita come una costrizione, innescando sentimenti di colpa, soprattutto nelle mamme; più il bimbo è piccolo, maggiore sarà il senso di colpa che andrà ad inficiare il processo di inserimento del bambino al nido.

Sarà compito degli operatori dell’asilo aiutare la mamma in difficoltà mentre il compito della mamma sarà quello di ascoltare i consigli di persone esperte che svolgono questa professione da anni.

Non esiste un’età più giusta per iniziare la fase di adattamento al nido, esistono varie modalità di ambientamento relative alle diverse età del bambino.

Un bimbo piccolo di 3 o 4 mesi è sicuramente più adattabile rispetto a quello di 18 mesi il quale deve elaborare gradualmente il principio che “mamma va via e poi ritorna”. Proprio il tempo del distacco è la variabile sulla quale poggia un corretto inserimento.

Dai 9-10 mesi in poi (ancora il bambino non è in grado di elaborare, a livello cognitivo, la dimensione temporale) l’ambientamento deve basarsi principalmente sul far acquisire al bambino la distanza temporale tra l’allontanamento della madre ed il ricongiungimento.

Dopo aver concesso a mamma e bimbo di conoscere l’ambiente (un paio di giorni per circa un’ora) occorre iniziare un distacco che inizialmente non superi la mezz’ora e, di giorno in giorno, aumentare questo tempo di circa trenta quaranta minuti, in modo tale da raggiungere le tre – quattro ore di permanenza da solo, nell’arco di sei o sette giorni.

La normale reazione del bambino deve essere quella del pianto e della ricerca di consolazione da parte delle assistenti (non elabora il distacco il bambino che non vi reagisce, quindi il pianto, la rabbia, la richiesta della mamma, sono tutti comportamenti reattivi sani e funzionali). E’ sempre bene non delegare a nonni, parenti o baby sitter la delicata fase dell’adattamento.

E’ chiaro, alla luce di quanto detto, che la buona riuscita dell’adattamento al nido d’infanzia dipende per una grande percentuale dai sentimenti che la mamma (o chi per lei) trasmette al proprio bambino.

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