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La Socializzazione

Per socializzazione si intende il processo attraverso il quale gli individui sviluppano delle abilità che consentono loro una affermazione nella società in cui vivono.

 

L’apprendimento di queste abilità inizia con la prima infanzia attraverso l’interazione con l’altro (socializzazione primaria), il feed-back relazionale che il bambino istaura con la figura di accadimento, rappresenta il primo approccio alla socializzazione.

 

Ma cosa avviene in questo feedback? Il bambino, manda dei messaggi all’altro, messaggi sotto forma di comportamenti, pianti, sorrisi, espressioni facciali, ecc. L’altro, spesso la madre, risponde (quantomeno dovrebbe rispondere) in modo coerente al tipo di messaggio: se il bambino piange, lei accorre e lo consola, se sorride, lei sorride con lui, se la guarda lei lo guarda a sua volta. Questa è la prima forma di comunicazione tra il bambino e l’altro.

 

Con l’apprendimento della verbalizzazione, questo rapporto a due si fa più raffinato. Se la comunicazione è lo strumento umano che consente la socializzazione, è chiaro che quest’ultima inizia molto presto. 

Molti manuali definiscono la socializzazione come un processo che inizia intorno al terzo anno di età, questo dato però non tiene conto dello scopo primo della comunicazione.

 

La socializzazione comprende anche l’acquisizione di regole e norme comportamentali tipiche di una certa cultura, che man mano verranno interiorizzate, cioè dalla sanzione esterna, dell’ambiente, all’autocontrollo interiore. 

Un buon processo di socializzazione prevede, quindi, l’apprendimento di strategie che mediano i desideri e i bisogni propri con quelli altrui. 

Mentre nell’ambito familiare il bambino è al centro dell’attenzione dei genitori che tendono ad appagarne i bisogni, con l’ingresso alla scuola d’infanzia egli impara a districarsi tra angherie dei compagni, distacco affettivo dell’insegnante, turnazioni, privazioni, insomma una serie di piccole frustrazioni che solleciteranno lo sviluppo della socializzazione: il bambino deve imparare a cavarsela da solo (una buona introiezione della figura genitoriale lo aiuterà in termini di sicurezza interiore).

 

La socializzazione, secondo alcuni autori, non termina con l’infanzia ma prosegue per tutto il resto della vita, in quanto le situazioni e le esperienze che un individuo si trova ad affrontare durante tutto l’arco della sua esistenza sono numerose e diverse e non sempre le regole generali apprese fino a quel momento possono essere adattabili alle nuove situazioni. Il processo di apprendimento è quindi continuo (matrimonio, sessualità, genitorialità e altro).

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