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La comunicazione e il linguaggio

L’azione del comunicare non prescinde necessariamente da quella del parlare, si può comunicare senza dover necessariamente parlare e si può parlare senza comunicare nulla. Troppo raramente gli adulti si soffermano sul significato di queste due azioni, al contrario i bambini riescono ad ascoltare anche quando l’adulto è in silenzio e colgono il significato profondo delle motivazioni.

 

L’adulto utilizza un vocabolario ricco e articolato ma non tutto ciò che dice è essenziale, il bambino fa dell’essenzialità la ricchezza del suo linguaggio, basta saperne cogliere tutte le sfumature.

 

Il bambino e l’adulto in relazione, allo scopo comunicativo, devono sintonizzarsi su più canali, il linguaggio verbale, il linguaggio del corpo, il linguaggio emotivo, il linguaggio comportamentale ed ogni tipo di linguaggio deve contenere corrispondenza e reciprocità.

 

La necessità della coerenza comunicativa è divenuta uno dei pilastri fondamentali sulla quale si appoggia la psico – pedagogia. Da un punto di vista teorico comunicare con coerenza significa consegnare una informazione valida senza cadere in contraddizione con i gesti, con il comportamento e con gli atteggiamenti, l’informazione deve in ogni modo mantenere la sua congruità in ogni ambito. Da un punto di vista pratico per l’applicazione della coerenza comunicativa occorre, in primo luogo, una convinzione scientifica del contenuto comunicativo, in secondo luogo una auto percezione di come tale contenuto viene trasmesso.

 

Convinzione ed auto percezione, quindi, non possono nascere in modo improvvisato rispetto a situazioni specifiche, ma necessitano di un credo da parte dell’educatore non intaccabile nel tempo (principio primo della scientificità), e pressoché sistematico nei vari contesti di vita.

Troppo spesso l’insegnamento ai bambini di regole o obblighi non corrispondono a ciò che l’educatore (insegnante o genitore) attua nel quotidiano o nella più ampia sfera di vita, i bambini in questo caso non sono in grado di dare delle giustificazioni o delle attenuanti all’educatore incoerente, e risponde in genere o con l’annullamento dell’informazione ricevuta o con la confusione tra informazioni contraddittorie.

 

La regola fondamentale risiede inevitabilmente nel dare quelle informazioni e nel comunicare quei principi che fanno parte del credo intimo dell’educatore. Quali sono i valori fondamentali di uno specifico educatore? Quali principi per esso sono validi ai fini di un vissuto autentico? E’ su questi elementi che occorre lavorare, costruendo una coscienza umana che non può essere compromessa dalle vicende e solo in questo caso l’educatore non può cadere in contraddizioni.

Omologazione dell’efficacia della comunicazione

Per “omologazione” intendiamo la possibilità di rendere applicabile in qualsiasi contesto e situazione un unico principio scientifico, nel caso specifico questa applicazione rientra nell’ambito della comunicazione.

 

L’ efficacia rappresenta la capacità di produrre un effetto sicuro, assolutamente infallibile.

L’effetto non rappresenta nella fattispecie un cambiamento nel comportamento dell’educando, ma un cambiamento nella sfera delle convinzioni del bambino che solo successivamente si tradurranno in cambiamenti comportamentali.

 

Se nel campo pedagogico da una parte si propaganda una educazione personalizzata come è possibile, ci sorge il quesito, rendere una comunicazione efficace per tutti i membri di un gruppo? E’ necessario, per rispondere a questa domanda, effettuare un passo indietro e mantenere come obbiettivo i principi esposti precedentemente sul “contenuto” di ciò che si intende comunicare.

 

La pedagogia è una scienza umana ed in quanto scienza assume valori incontestabili che sono alla base di un approccio filosofico dell’essenza umana. La giustezza di un principio pedagogico non risulta essere giusto e valido solo per ciò che riguarda un certo tipo di metodo, ma è universalmente giusto, il metodo non è altro che la scelta del pedagogo di determinati principi e valori trasmissibili entro una più vasta gamma di valori e principi.

 

Insegnare l’onestà verso sé stessi e verso gli altri, per esempio, è universalmente giusto, formulare un metodo che insegni l’onestà è una scelta pedagogica.

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