• 06 50.51.24.98
  • lun-ven 7.30/18.00

Approfondimento del Progetto Educativo del Nido

Negli asili nido “Baby Garden” viene applicato un nuovo metodo psico-pedagogico chiamato “PAIDEIA NOVA”, curato dalla Dott.ssa Eliana Peperoni e approvato dal Comune di Roma che, attraverso lo strumento della programmazione educativa/didattica, offre ai bambini la possibilità di raggiungere obiettivi specifici e generali che vanno molto al di là della competenza.

 

Un piccolo esempio aiuterà a rendere più chiara la differenza tra insegnamento e azione pedagogica: il primo caso, quello relativo all’insegnamento, rappresenta una trasmissione di contenuti, di comportamenti, si tratta del processo di apprendimento che un bambino inizia fin dai suoi primi giorni di vita attraverso modelli esterni come i genitori, poi gli insegnanti e, perché no, anche gli amici. Nel secondo caso, quando si parla di azione pedagogica, intendiamo quell’attività con la quale il bambino, aiutato da agenti esterni, inizia il suo processo di definizione di se stesso, della sua peculiarità in quanto individuo ed in relazione con altri individui. L’azione pedagogica, dunque, rientra nella condizione prima sulla quale si fonda l’educazione: tirare fuori (dal latino ex-ducere).

Questo metodo intende provvedere non soltanto all’approccio sistematico e quotidiano tra educatore e bambino, ma all’insieme delle relazioni soggette ad educabilità nell’intero contesto del nido. Quindi, l’azione educativa è rivolta ai bambini, agli operatori e ai genitori con una dinamica circolare di interazioni.

 

Il termine “educabilità” riassume in sé un percorso dinamico che ogni educatore e genitore deve accettare come condizione indispensabile della propria azione quotidiana. Avere a che fare con il bambino, lavorare per il bambino, significa rapportarsi con la sintesi delle valenze affettive, sociali, culturali di un micro gruppo quale è la sua famiglia; avere un obiettivo educativo rivolto al bambino significa quindi, interagire sistematicamente con ciò che gli ruota intorno.

L’impostazione che questo metodo propone vuole sovvertire quello che potremo definire l’immaginario comune degli adulti nei confronti dei bambini di questa fascia di età (0-3 anni) e dell’esperienza che i bambini affrontano nella comunità del nido.

 

Le rilevazioni empiriche ci insegnano che le aspettative di gran parte dei genitori nei confronti del nido sono principalmente quelle relative all’accudimento e all’assistenza: una volta superata la fase dell’inserimento del bambino al nido, in cui il genitore è particolarmente attento alle dinamiche emotive/affettive del proprio bambino, l’interesse si sposta sulla soddisfazione dei bisogni fisiologici.

La scienza psicologica sostiene che i prerequisiti dello sviluppo globale dell’individuo si formano proprio a questa età ed una buona base affettiva rappresenta il trampolino di lancio per poter agire sulle dinamiche emotive, cognitive, sociali e altro.

 

Non solo quindi non bisogna sottovalutare le potenzialità che un bambino possiede a questa età, ma soprattutto occorre tenere presente l’importanza di una azione pedagogica mirata.

 

Il bambino, come l’adulto, è in grado di impersonare un ruolo, ed una volta entrato nel meccanismo della comunità riesce a gestire il suo comportamento in situazione, contestualizzarlo. L’opportunità che una comunità come il nido deve offrire ai suoi bambini, consiste proprio nell’esperienza di più situazioni (intendiamo con “situazione” la possibilità del bambino di esperire dall’esperienza vissuta in prima persona e non come spettatore: “Essere In Situazione” è uno dei prerequisiti pedagogici).

 

I canoni di partenza e di arrivo devono mirare al raggiungimento di tre obiettivi, cioè:

 

AUTOSTIMA – AUTOEFFICACIA – AUTOCONSAPEVOLEZZA

 

Attraverso un’attenzione mirata a:

• Emozioni: identificazione ed accettazione, quindi canalizzazione delle emozioni, consentono al bambino (individuo) di liberarsi dagli stereotipi aiutandolo nel percorso verso l’autostima;

• Fantasia: dare una forza positiva alle potenzialità astrattive del bambino lo difendono dalle invasioni degli adulti, lo aiutano a manifestare le attitudini e a socializzare;

• Attitudini: la rilevazione di queste aiutano nel processo di identificazione con il sé soggettivo e con l’acquisizione dell’autostima;

• Comunicazione: rappresenta lo strumento con il quale docente e discente si relazionano nel contesto delle attitudini, delle emozioni e della fantasia.

Contatti

Follow Us

Powered by promuoviweb.net